lunedì 15 marzo 2010

dif-ferire


Quale è la differenza? Se poi alla fine basta sapere due canzoncine a memoria per adattarsi alla nomea di profondi e sensibili?
Quale è la variante che rende la costituzione sana e robusta? Se comunque vogliamo una cameretta comoda e la colazione a letto? 
Nessuna. 
Non l'avremo noi, le hanno affitate tutte i  nostri nemici, quelli dalla buona reputazione. 
Quelli che il sangue lo mettono da parte, in banca, sul tavolino del salotto, tra le natiche del sabato sera. 
Forse la differenza noi la sprechiamo meno facilmente, tra melanconici ricordi e furiosi ematomi. 
Forse usiamo lo staffile e le spine solo per noi stessi, consenzienti al nostro dolore e piacere, egoisti nel non imporli agli altri. 
Altrove si comprano camere di tortura dove flagellare la discrezione, la sensibilità, la lealtà.
E le paghiamo noi.
Perderemo sempre, questa è la faccenda, questa è la qualità e se cominciamo a vincere, bene allora  preoccupiamoci del paradosso che ci viene incontro.
La via della sconfitta è piena di oneri e senza i vostri fetidi onori. Ma lascia il campo aperto al sale, al gusto dei dolori che sgorgano direttamente dalla botte, impossibile riassumerli in una bottiglia, e metterli sotto la vostra etichetta. 

Vincere, forse, sicuramente, voi vincerete, io mi sposto più in là.

 

While they're standing in the welfare lines
Crying at the doorsteps of those armies of salvation
Wasting time in unemployment lines
Sitting around waiting for a promotion

Don't you know you're talking about a revolution
It sounds like a whisper

And finally the tables are starting to turn
Talking about a revolution

3 commenti:

Gap ha detto...

Certo, mai salire sul carro dei vincitori. Quali essi siano. Conservare sempre lo spirito critico e l'anelito verso qualcosa di migliore.

Franco Zaio ha detto...

Bello questo post, Listener. Aggiungo che perdere sempre non è divertente, ma ci vuole pure un po' di orgoglio e dignità, nella vita.

Anonimo ha detto...

Grande Post..