venerdì 29 gennaio 2010

Potevo.

Potevo scrivere riguardo a sei milioni e più, crepati per un sogno malato, pieno di polveri e di ceneri. Di filamenti d'odio. Ma non ne avevo voglia nerl giorno deputato, quando, nel frattempo non so immaginare la quantità di coloro che gli hanno raggiunti, per fame pura, per tortura ideologica, per scelta sessuale. Per angoscia propria, per inutile allergia altrui. Volevo scrivere oggi, perchè non mi interessa più chi mi ordina il giorno in cui ricordare, i lavoratori, le donne, le stragi, i massacri. Devo farmi ghettizzare una volta all'anno, o ricordarmi sempre per scelta, dove volgere, nel passato (presente e futuro) il mio sguardo? Non è così complicato ricordare o scoprire, ovunque abbassi o innalzi gli occhi trovi le carneficine usuali.

3 commenti:

darkste ha detto...

bellissimo post, concordo pienamente, approvo. disdicevole l'obbligo di scandire il tempo di una giornata ricordando qualcuno per poi non ricordarlo mai... nei giorni a venire.

Che come dice cristiano Godano: scopo coi giorni a venire, ma non vengo mai.
(ha senso questa frase in questo contesto?)

listener ha detto...

si

silvano ha detto...

Si consuma anche il dolore nel suo girone deputato - volevo scrivere giorno ma girone è un buon lapsus e lo lascio.