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lunedì 7 dicembre 2009

Et maintenant


Male.
Ma ti obbliga solo ad un po' di vitalità.
Le notti hanno disertato. 
"Sei tu che non le proponi più!"
Si sventra pubblicamente e lacrima per compatibile incontinenza.
Grottescamente, giustamente.
Intollerabile, obbligatoria, ripetuta. Per non
abituarsi mai ad averla.
Magari beve, speriamo fino a vomitare tutto, tra le note e un
invettiva reciproca.
Ha la comicità di una catilinaria inutile,
il rancido sapore di una prenotabile
sensata e sfocata amicizia.
La mano monca, le dita mozzate dal saluto.
Non accarezzano.
Più in là pronti all'incontro.

Necessario per riconoscere
il cadavere, il corpo unico separato.


"Et maintenant que vais-je faire
Je vais en rire pour ne plus pleurer
Je vais brûler des nuits entières
Au matin je te haïrai"






giovedì 3 dicembre 2009

Fake or true...




«La realtà è quella cosa che quando smetti di crederci non svanisce.»






Così se ti sgambettano, sei inciampato.
Se ti indigni, sei collerico.
Se ti violentano è sempre uno straniero, mai un concittadino battezzato.
Se ti gonfiano di botte, sei sieropositivo e autolesionista.
Se muori sul lavoro, sei distratto.
Se non hai lavoro è perché non hai voglia di fare un cazzo.
Se entriamo armati di tutto punto in casa altrui è per pacificare e fare turismo.
Se non ti prolungano il mutuo è perché sei in cassa integrazione.
Se i  "Ciovani" non si impegnano è colpa loro, non nostra.
Se non ti fidi più dei tuoi "profeti" sei cinico e sterile.
Se sei musulmano, bisessuale, negro, attento...sei tu l'intollerante che impone violentemente il tuo "essere". Datti una regolata.
Se coltivi il dubbio sei un volgare materialista senza morale.
Se ti ricordi, dimentica!


Tutte verità ripetute, reiterate, sparate. 


Incise dal potere ovunque, in maniera spasmodica. 
Fabbricate. Digitalizzate, Impunite.
Dotate di un salvacondotto per oltrepassare il confine ed entrare poi allegramente nel paese della realtà.


Essere scettici, non crederci, non è (ap)prezzabile
"nasci-consuma-credi"


Chiudi la porta,  e sbarri le finestre. Osservi un muro bianco, freddo 
che non afferma nulla, 
che non parla, 
che non mente.







venerdì 27 novembre 2009

Let's dance







Necessità di sequenze 
perfette in un 
mondo di 
atti unici inconcludenti


The Tango Lessons 1997
Sally Potter
(Libertango - Astor Piazzolla)

lunedì 23 novembre 2009

Mistake



Ancora più smaltati e cromati gli accadimenti, per questo non resta che spegnere la luce più spesso.
Si risparmia lo sforzo di dover capire, tra tanta confusione patinata, dove andare a cagare e dove potersi pulire, dopo. 

venerdì 20 novembre 2009

In the name of Brenda.

Probabilmente incastrata in un meccanismo perverso, molto peggiore delle "perversioni" a te attribuite dai moralisti. 
Sicuramente degna di miglior fine, per aver fatto mercato molto più onesto di tutti i mercanti che ti frequentavano. 
Ora ogni ipotesi vale, tranne quella dei respiri che non avrai più. 
Omicidio volontario. Razzismo volontario, intimidazione. 
Dietro tutto questo: un uccisione. 
Solo un trans...in un mondo di vipere, peggio:
 di conigli.
Il corpo certamente più perfetto, rispetto alle squallide imperfezioni dell'ipocrisia. 
Sbirri e doppi petti, gonfiati di giorno, e pronti nel segreto a piegarsi, di notte. 
Squallidi loro, letame loro. 
Non per la carne o la voglia, ma per la negazione e la retorica.
Merda di cane loro e i fari che dedicano alla strada, solo quando comoda, solo quando serve.
Se lavoravi, come commessa, operaia, impiegata...
ma non puoi, qui non è permesso.
Qui non sta bene.
Speriamo che almeno ti diano il giusto nome, il tuo, quello che solo tu conosci...la dove riposi.


Due inevitabili dediche, lo stesso autore:







martedì 17 novembre 2009

delitto e in castigo




La noia il vostro confine il passaporto altrui. Come sempre, come d'altronde.
Perché spostarsi se nella vostra mente la terra è piatta, ma gira. Perché addentrarsi nel dramma giornaliero dei passeggeri, di tutti coloro a cui non si vuole dare un passaggio, meglio lasciarli sul marciapiede ad aspettare. con tutte le stronzate che già pensate e pronunciate da soli. Non è necessaria la compagnia di chi soffre e le parole di quelli che, ostinatamente, vogliono assuefarsi al dolore, all'insonnia e agli incubi tattili. La loro, mia, necessità di piaghe non può invadere il vostro decubito. Al massimo quando con dolore ci strapperemo le squame, toglieremo la pelle, per rinnovarla, sempre uguale. allora vi precipiterete, come geniali antropofagi, a rivendicare l'origine delle frattaglie in avanzo. Sarà spassoso e conviviale, per voi.


Poi sinceramente è tutto più semplice, anche la mia idea, la mia gentile opinione: non so che farmene della vostra indifferenza, non brucia più il vostro cervello copiativo. 
Gentile e capitale come consenso e come pena.

lunedì 16 novembre 2009

La sessualità un problema spinoso...



Per il paese corre un tremito ed un timore, tutto indica che presto diventerà vero e proprio panico per tutti i portaborse e accoliti.
La domanda è oramai una sola: a quale sessualità appartieni?
Un quesito nuovo e estremamente basilare.
Non si può accettare che qualcuno sfugga ad un etichetta. I partiti pronti a recepire vogliono comprendere a fondo quanti "scopatori" quanti "froci" e quante "lesbiche" andranno a  votare.
Presto nei loro organici inseriranno nuovi rappresentanti di queste categorie, che siano però puliti, da presentare, che siano monogami e di estrazione borghese. Infine non devono ragionare troppo. Con la propria testa.

Naturalmente nessuno per il momento potrà ardire a ricoprire ruoli di primo piano, il loro compito non è decidere, ma essere presentabili e democraticamente inquadrati. Non si può certo dargli ruoli di responsabilità quali segreterie, ministeri importanti o presidenze della repubblica, non lo si permette alle donne figuriamoci a questi pervertiti.
Per i feticisti, i sado-masochisti, i coprofagi...beh poi si vedrà.

Riguardo poi alle perversioni che implicano violenza non consenziente quali pedofilia e violenza sessuale la prima è stata data in management alla chiesa, la seconda è da condannare solo se di natura extracomunitaria.

Che noia e che schifo la trasgressione all'italiana.

Un passo indietro

A volte conviene.
Come certi serpenti che nemmeno mordono, ma il veleno lo sputano.
 Certa carne è già morta perchè sprecare un morso.
Come un libro usato di spigolo, sulle tempie degli idioti. 
Ed evitare il contatto, spotarsi di lato mentre ti caricano. Vittime della tua provocazione passiva, vanno a vuoto, la loro faccia sul selciato, tu che riprendi la passeggiata.
Sarcasmo salvaguardato, oscenità risparmiate.
Da dedicare felicemente a me stesso.
La ferocia è un bene rifugio oramai, tenerla da conto,
Tenere alla larga il resto.


martedì 10 novembre 2009

...



Se sai la parte scosta le dita, dal libro e dalla mia pelle.
Non ho certo bisogno di un recitativo natalizio.
Evita l'incrocio dei tuoi occhi, evita le promesse.
Evitami. 
Se hai dimenticato la punteggiatura, e la sintassi
per le buone occasioni, festività comprese.
Spogliati pure, qui inizia il mio volerti.


sabato 7 novembre 2009

Misfatti




"vivere a questo modo è vivere da morti!"

A quando il reato di vilipendio alla laicità di offesa all'ateismo?
Quando smetteremo di vedere liberamente insultata
la nostra scelta?
Smetteranno di affermare che siamo privi di valori, incapaci di umanità
solo perchè fuori dalle porte della chiesa?
L'insulto ripetuto, teorizzato, trasformato in dottrina
parte da questa congrega, da questa setta,
da questo "marketing multilevel".
E la blasfemia ribelle e rabbiosa
è spesso l'unica reazione
a questa violenza.

giovedì 5 novembre 2009

Nella testa




Cominciamo:
Non sono puro, di seguito, in conseguenza,  evito le frasi che iniziano con "Io", non sempre mi riesce, quando cado nell'errore, una striscia di sangue mi attende al risveglio. Mi addormento con un libro, e non perdo un attimo, non perdo il vizio. Troppa gente che si assopisce con un litro di merda a soffocare la colpe.
Le mie? Ovviamente scritte nel libro, perchè rileggerlo se no?
Inoltre.
La carne? parliamone a pranzo, a letto.
Quaranta monopoli al giorno, e bussare alle porte non è la mia qualità migliore, così impacciato nel farlo. Approfondire l'attesa e odiare il tempo sprecato in sala, assieme ad eventuali pazienti.
E porto rancore, verso chi si è vendicato, inaspettamente, delle mie sconfitte, delle proprie vittorie.


Devo scrivere tutto questo sul mio prossimo C.V.?


Nella testa il finale qui sotto illustrato. Nella testa.

venerdì 30 ottobre 2009

Epopea



Non si trova nulla di eroico in giro, al mercato. I cataloghi sono vuoti. Le immagini, sante e insulse.
Se hai in mente di immolarti meglio che ti leggi un manuale per rotolare ai piedi del trono, per far ridere il vassallo. Come cominciare a credere in dio.

Oppure staccati le membra, senza troppo sangue, in fascia protetta. Risanata. 
Svela un mistero, scopri che la sacra sindone è autenticata dal proprietario e la costituzione di carta igienica giacobina e riciclata . 
Non spiegare perchè in altri tempi andare in banca, in treno o solo in stazione significava essere dilaniato, e non dai dubbi. Di quelle avventure non importa a nessuno, forse a tarda notte ai feticisti della storia.

L'epico va di moda solo se ha le (grandi) labbra rifatte. Il dolore deve includere la redenzione della vittima, l'immagine il ricatto. Sul retro della fotografia la dedica. Non preoccuparti di secretare la tua meschinità, mettila all'asta.
Pagano quelli che non hanno niente da fare, per obbligo contrattuale, altri hanno bruciato il loro statuto lavorativo, fuorimoda e pretenzioso, troppo attenti al nutrimento.

Poi produci, con tutta la creatività a tua disposizione, uno stronzo, ma senza troppo dolore, tanto carino, al sapor di realtà, verità misurabile in pollici. Piccole crisi, sempre risolte. Recitato in presa diretta, sciatto e piacevole, mezze battute del comico oggi attore, domani regista, ieri solo comico nel suo recitare. 
Nuovo stile italiano.

E se scrivi, scrivi di quello che vedi attorno, pronto in tavola, non di quello che vorresti realmente assaggiare, se non mangi oggi questi stuzzichini, li rivedrai stasera. Domani. Domani sera. 
Vedrai,  poi ti piace.

giovedì 29 ottobre 2009

probabile





Ho sulle spalle, oltre un dolore muscolare e profondo,
l'incontrollabile conferma che non va bene. 
Se mi alzo, ti chiamo e, se rispondi, ti domando perché.
Quanto ti ostini a gironzolarmi attorno. 
Così appassionata alle mie adolescenze.
E potresti vivere senza il cordoglio per la loro dipartita.
Potresti, tu.


martedì 27 ottobre 2009

Ti sei trovato?
Se no, suona pure...la porta non è aperta, puoi sempre spiare, da protagonista, naturalmente.


lunedì 26 ottobre 2009

Scandaglio.

Lontano da chiedervi di essere puri. Lontanissimo da esigere la vostra castità. Assolutamente disinteressato riguardo alle vostre passeggiate serali.
Infischiandomene di come vi organizzate il week end.
Posso e riesco a sbattermene altamente di tutto, non essendo molto interessato alla vostra morale cartonata e sovente "cristianizzata".

Ma domandarmi ogni tanto se avete il senso del ridicolo, visto la vostra pretesa ad amministrarci
.


venerdì 23 ottobre 2009

Overture Opus IV

Tanto non dura...quindi perché non farlo.

Qualche visivo difetto di pronuncia , giusto per caratterizzare le stanze.
Senza aprire troppo le finestre:
non vorrei mai cambiare l'aria all'esterno delle quattro mura.


You walk into the room
With your pencil in your hand
You see somebody naked
And you say, who is that man?
You try so hard
But you dont understand
Just what youll say
When you get home
Because something is happening here
But you dont know what it is
Do you, mister jones?
You raise up your head
And you ask, is this where it is?
And somebody points to you and says
Its his
And you say, whats mine?
And somebody else says, where what is?
And you say, oh my god
Am I here all alone?
Because something is happening here
But you dont know what it is
Do you, mister jones?
You hand in your ticket
And you go watch the geek
Who immediately walks up to you
When he hears you speak
And says, how does it feel
To be such a freak?
And you say, impossible
As he hands you a bone
Because something is happening here
But you dont know what it is
Do you, mister jones?
You have many contacts
Among the lumberjacks
To get you facts
When someone attacks your imagination
But nobody has any respect
Anyway they already expect you
To just give a check
To tax-deductible charity organizations
Youve been with the professors
And theyve all liked your looks
With great lawyers you have
Discussed lepers and crooks
Youve been through all of
F. scott fitzgeralds books
Youre very well read
Its well known
Because something is happening here
But you dont know what it is
Do you, mister jones?
Well, the sword swallower, he comes up to you
And then he kneels
He crosses himself
And then he clicks his high heels
And without further notice
He asks you how it feels
And he says, here is your throat back
Thanks for the loan
Because something is happening here
But you dont know what it is
Do you, mister jones?
Now you see this one-eyed midget
Shouting the word now
And you say, for what reason?
And he says, how?
And you say, what does this mean?
And he screams back, youre a cow
Give me some milk
Or else go home
Because something is happening here
But you dont know what it is
Do you, mister jones?
Well, you walk into the room
Like a camel and then you frown
You put your eyes in your pocket
And your nose on the ground
There ought to be a law
Against you comin around
You should be made
To wear earphones
Because something is happening here
But you dont know what it is
Do you, mister jones?