martedì 14 febbraio 2012

NEW WORKS ADDED ON MGNEROS WEB SITE

Dopo una lunga pausa ho aggiunto due lavori al sito:
Absurd Ladies by Mgneros


venerdì 10 febbraio 2012

mercoledì 8 febbraio 2012

flower...flavor


- Perciò il fiore non è caduto. Non è diventato di cristallo, non si frantumato urlando sotto il tacco del tempo e del distante. E' sempre di carne, è umido, e sebbene sembri timido, anche perché con tanti colpi ricevuti non gli si può imputare coraggio da dare in svendita...sebbene sembri discreto, urla, odora e secerne. La forza la tiene in serbo, e la sguaina al momento giusto, come una frusta che sa amare. Sta imparando, e insegnandomi, il presente, sa entrare nel mio passato, e mi distrae da domande inutili su un futuro da perditempo. 
Si ricomincia a sanguinare e esplodere. 
Non si è mai smesso di lasciare queste impronte, fortunatamente fradicie di sorrisi, dense di calde volgarità. E quanto mi va bene tutto questo, quanto mi piace tutto questo, quanto sono felice di sguazzare dentro a tutto questo! E poi perché doveva andare diversamente?
Non può che andare così.  

E se infierisce sulla carne, sa accarezzare la paura e calmarla. 
La piazza ha perso gli angoli, è tornata tonda e popolata, intima . 
E il letto suda, si macchia di splendore, ascolta gli sforzi e gli inviti osceni. Ascolta e assorbe. Guarnisce con dovizia di particolari, di necessità, di sentore corporeo.  Non vuole essere rifatto.





lunedì 30 gennaio 2012

Who bang me?


E sono quattro fori nella pelle. Buchi tondi e larghi, cerchiati di pelle arricciata e secca, contornati da grosse e organiche briciole,  incrostate e violacee. Ornamenti e cornicette di carne esplosa e sbalzi di sangue raggrumato. Mescolanza di polpa straziata, sentimento corporeo e bolo venoso. 
Gli ammanchi di sostanza e pelle sono semplicemente quattro spari, oramai senza eco. Quattro colpi di pistola diretti, inflessibili, alla schiena. Tutto si spera sia avvenuto nel sonno, nei sogni. Si vorrebbe affermare che ad ogni  colpo, ad ogni squarcio, sia corrisposto un incubo, un motivo tragico per sanguinare. Ma non esiste un referto sulla sua complessa attività onirica, sulla disattenzione verso la realtà. Così non si sa! Non si conosce e forse la traiettoria del tiro veniva dall'interno del corpo e il pensiero, sempre troppo alacre nel suo disturbare, è il vero killer. 
Altra ipotesi: forse sono stati sparati da fuori, da chi si era alzato in piedi sul letto e rideva colpendo! 
E il movente? 
Il fastidio per le sue sode esternazioni, sempre appese ad un fragile scheletro di cipria? 
La facilità con cui sapeva aspettare?
 La predilezione per il disorientamento con cui smagnetizzava la bussola dei malcapitati interlocutori?
 Il perdersi quando c'era da esserci e il farsi trovare sempre nel momento sbagliato? 
Mentre lo si fotografa così tutto nudo, riverso sulla pancia, a culo in su e con la schiena ricamata dalla carne esplosa, non stiamo a domandarci nemmeno se ha sofferto. solo ci si chiede se lo conoscevamo veramente e se, trovandoci noi al posto suo, qualcuno, al di là del rituale riconoscimento da obitorio, saprà mai affermare qualcosa di più di un semplice "si chiamava...". 
Con sarcasmo e acida empatia ci chiediamo 
se è più ridicolo farsi ammazzare 
o non essere mai riusciti a farsi conoscere intensamente?

mercoledì 18 gennaio 2012

il Rifiuto e i rifiuti


Ci si può rifiutare di fare certe cose, si può negare la propria disponibilità a sottoscrivere schifezze, a mettere a rischio le vite altrui, a prendere sottogamba una manovra o una scelta. Scegliere il valore delle persone contro l'inflazione della propria intima autostima. Si può opporre una negazione, ragionata o impulsiva che sia, comunque una semplice negazione, un semplice no! Certo le conseguenze sono pesanti, si può perdere il lavoro, si può perdere l'abito bello da sfoggiare, gli ammiratori e la mediocrità tiepida di una sicurezza che fa sempre gola all'ultimo e disumano appetito. Ma si può decidere di non starci dentro, e di non volere stare dentro alla codardia, e poi non si scappa come tanti che dicono sempre si..."tanto era un ordine arrivato dall'altro, o un rischio (in)calcolabile". Sì, ci sono le conseguenze: per il resto della vita si porterà quel No tatuato a fuoco..su carne viva. Però la coscienza non sarà congelata allo zero assoluto. Però la pelle non conterrà un manichino sempre più vuoto, sempre pronto al prossimo sì. 
Il tipo nello specchio la mattina non vi darà la nausea, e forse si faticherà di più nel vivere, ma con molti meno miasmi e in totale assenza di conati di vomito. 
E durante la rasatura se la lama del rasoio solcherà la pelle troppo in profondità vedrete uscire il  sangue e non una inutile e trasparente soluzione di comodo.
Per due volte nella mia vita ho opposto una negazione a faccende del genere, una negazione che ha portato ad inevitabili sconquassi nelle mie comodità future. E non è stato semplice, non è stato come schioccare le dita, non è stato per guadagnarsi un paradiso al quale non credo. E' stato e basta, doveva essere così e basta.
Oggi so solo che questo umano rifiuto mi ha impedito di diventare un rifiuto umano. 

domenica 8 gennaio 2012

La mia morte: una faccenda che va per le lunghe.



"Stai morendo", un cartello che avrebbero dovuto appendere nella sala parto il giorno del mio primo giorno. "Stai morendo quindi comincia a vivere" per esattezza.

Da sempre questo filo fatto di intestini e nervi si ostina a tenermi sveglio e a farmi sognare. A volte persino di notte. Invece dovrei arrendermi ad un bell'addio, vivacchiando?
Non funziona e non arriva, come non arriva questo senso di colpa a schiacciarmi. Non mi sento proprio ne' il buono ne' il cattivo.
Ancor meno riesco a dimenticare che si ricomincia da zero realmente quando si condannano tutte ma proprio tutte le ingiustizie, si conserva la memoria, e si piega la schiena solo per sollevare un peso. Per lavorare e non per ottenere un lavoro. Per accarezzare un cane, per baciare, leccare e adorare, il corpo della persona che si ama.
Poi è vero che sto morendo, che sono morto un centinaio di volte almeno. Che mi è toccato accettare la nobile umiliazione di dover scendere dal piedistallo e sbattermi a sangue l'animo e i muscoli per vivere e non solo per sopravvivere. Per questo tanti finti modesti e molti esperti nel palesare la loro presunta umiltà mi puzzano e non voglio il loro odore vicino: li ho visti frequentemente cagarsi in mano lodando la loro mediocrità convinti che fosse merda profumata. La loro superbia e la loro corrosiva invidia sono la ruggine che uccide.

Non ho più molto da dire, ma quello che ancora posso pronunciare e scrivere, disegnare e scopare è destinato alla mia personale fottuta scelta, non è più a disposizione su un banco del mercato, non è soggetto a sconti per nemmeno un regalo riciclabile.
Il legaccio, forse sfibrato e consunto, è ancora solido e non ho intenzione di scusarmi con nessuno per questo. Del mio anacronistico naturale bisogno di coerenza verso me stesso e del dubbio che regala comprensione, della mia polemica contrapposizione, della mia capacità di non portare rancore e della voglia di non dimenticare la mia fragilità non ho più paura! Come non temo più di veder cadere ogni pregiudizio in me, sperando infine di respirare sempre più liberamente, fino alla fine. Questa è la mia fantasiosa e concreta idea dell'amore e della libertà. E questo va fatto, seguendo un mio sentire profondo, in cui vivere è un debito verso la vita, un debito che non pesa ma spinge in avanti, che pulsa.

mercoledì 28 dicembre 2011

extra



La stravaganza è gratis L'oltraggio ha un costo, davvero siete disposti a pagarlo? Se non siete sicuri nessun problema, ma ricordatevi che è solo un abito a noleggio...

P.S Buon anno in anticipo ma solo ad alcuni!

lunedì 19 dicembre 2011

if you dare...fist my soul!



La funebre storia del soggetto che non era ammalato, perciò gli tocco la parte del morto. Mentre altri si  fottevano la borsa e la vita: che a tutta sta gente serve poi per permettersi le passeggiate romantiche nei viali, quelli con il cipressi. Quelli tanto poetici e tanto moderni. 
Lui si scherniva. 
Dimagriva e ingrassava alle spalle del suo ritratto, dipinto rimasto giovane, mentre la vera pelle invecchiava al sole, le unghie smettevano di graffiare e non si decideva tra la circoncisione dell' ipofisi, cosi bellamente di moda, e smettere una buona volta di fumare. Almeno diminuire. 
Ma la carne sua, puttanalaeva, era ancora sempre  ben soda. Ed erano anni che non andava nella sala d'aspetto del suo medico. L'ultima volta era fuggito da lì proprio all'avvento del suo turno. Ridacchiando. Cazzo avevo io  da ridere non ricordo però.
Niente da fare non cadeva dentro a nessun morbo. 
Sì, in qualche trappola affettiva, quella più tagliente, per fortuna. Sì, quando poi mestruava dal naso, ovvero tutti i giorni tranne il ventottesimo, si innamorava. 
Lo è ancora e con sentimento e sporco e colante e ha imparato a scopare ed è inutile chiedersi chi è e tanto sono solo e gioiosamente e sempre male accompagnato.




sabato 17 dicembre 2011

ancora una mancanza

Arrivederci Signora mancherai!

domenica 4 dicembre 2011

Night walking



Quanta felicità che va a buon fine, ed io che la pensavo sprecata. 
Intanto stanotte litigavo con uno sconosciuto che perseverava nel suo diritto d'acquisto e la sua violenza era una giustificazione, senza necessaria firma dei genitori. 
Potevo reagire, l'ho fatto. E vai a vedere bene! Se gli ho fatto male, come si meritava. Controlla, va sempre in giro: integro e martirizzato.
Così non devo identificarmi, non devo manifestarmi, bastano i sogni. Bastano se poi davanti allo specchio il mio stomaco spurga e dalla pancia tonda e liscia ricomincia a spuntare qualcosa. Bastano e sono sufficienti se la mia pelle traspira i suoi ematomi.
La televisione frigge in bianco e nero, e si suda per trovare un canale consolatorio.Più in la nel buio il membro duro e non solo nel cervello.
Intanto i brandelli della teoria e scarnificazione della mia barricata 
sono la consolazione delle chiacchiere al bar della prigione.
Non so più se hanno torto semplicemente o se mi fanno solo ridere (prima o poi) e senza dover questionare sulla loro santità e competenza. 
Sta crollando tutto o crollo io? 
La seconda offerta è sempre stata la prima scelta, magari stavolta no, senza condizionale.
E mi sveglio per andare a pisciare. 
Ma certi incubi andranno mai in pensione prima della mia morte?