martedì 10 novembre 2009

...



Se sai la parte scosta le dita, dal libro e dalla mia pelle.
Non ho certo bisogno di un recitativo natalizio.
Evita l'incrocio dei tuoi occhi, evita le promesse.
Evitami. 
Se hai dimenticato la punteggiatura, e la sintassi
per le buone occasioni, festività comprese.
Spogliati pure, qui inizia il mio volerti.


lunedì 9 novembre 2009

The Magnificent Sevent - Robert Vaughn






Visto per la prima volta a sette anni, Ricordo fin troppo bene di essermi subito identificato nel personaggio interpretato da Robert Vaughn, quello dell'uomo in fuga, senza più speranze, inseguito da mille paure, inesorabilmente perso.  
Per tutto il film appare come il peggiore tra i sette. Vive nella penombra. Vestito assurdamente, in modo quasi estraneo al contesto del film stesso, sempre vicino all'oscurità. Inseguito dai propri fantasmi, guanti equivoci di pelle nera, una morbosità pienamente accennata.  
Con l'ossessione di essere ritrovato dalla propria ombra. Rabbioso nella solitudine
Sorriso ironico e cinico. Scettico e pieno di incubi, incapace di tener testa al proprio passato...eppure...ogni volta che rivedo il film lo scopro, tra tutti, il più umano, quello che va oltre i suoi abituali orrori.
Prototipo di molti eroi perdenti ed errori vincenti.
Per assurdo alla fine è proprio lui a scegliere di compiere un atto quasi impossibile, forse anch'io sono ammalato di romanticismo o forse ho bisogno di un sogno.


sabato 7 novembre 2009

Se esiste questo pezzo
possono esistere molte altre cose



cure boys dont cry

I would say I'm sorry,
If I thought that it would change your mind.
But I know that this time,
I have said too much,
Been too unkind...


I tried to laugh about it,
Cover it all up with lies.
I tried to laugh about it,
Hiding the tears in my eyes.
Cause boys don't cry.
Boys don't cry.


I would break down at your feet,
And beg forgiveness,
Plead with you.
But I know that it's too late,
And now there's nothing I can do...


So I tried to laugh about it,
Cover it all up with lies.
I tried to laugh about it,
Hiding the tears in my eyes.
Cause boys don't cry.
Boys don't cry.


I would tell you,
That I loved you,
If I thought that you would stay.
But I know that it's no use,
That you've already,
Gone away...


Misjudged your limit,
Pushed you too far,
Took you for granted,
I thought that you needed me more...


Now I would do most anything,
To get you back by my side.
But I just keep on laughing,
Hiding the tears in my eyes,
Cause boys don't cry.
Boys don't cry.
Boys don't cry...









Misfatti




"vivere a questo modo è vivere da morti!"

A quando il reato di vilipendio alla laicità di offesa all'ateismo?
Quando smetteremo di vedere liberamente insultata
la nostra scelta?
Smetteranno di affermare che siamo privi di valori, incapaci di umanità
solo perchè fuori dalle porte della chiesa?
L'insulto ripetuto, teorizzato, trasformato in dottrina
parte da questa congrega, da questa setta,
da questo "marketing multilevel".
E la blasfemia ribelle e rabbiosa
è spesso l'unica reazione
a questa violenza.

(in)trattenimenti



Il passante mi chiede d'accendere.
Lo guardo stupito: come può sapere che fumo, non ho la sigaretta in mano. Ne' il pacchetto visibile, e non ha certo annusato la mia nicotina.
Lui però va a colpo sicuro, e non sbaglia.
Si sofferma ancora un secondo. E mi fissa mentre rilascia distratto il suo grazie.
Posso camminare ancora una decina di metri, poi lo imito, vediamo come sono intuitivo: ma questo non fuma e allora il mio sguardo va a vuoto e quel ringraziamento me lo porterò nella tomba.

venerdì 6 novembre 2009

Ribellione...e "radici comuni"

Questo film nelle scuole a spiegare quale ipocrita
viscida e insulsa "radice comune" ha certa gente.


L'Ora di religione, Marco Bellocchio, 2002


giovedì 5 novembre 2009

Nella testa




Cominciamo:
Non sono puro, di seguito, in conseguenza,  evito le frasi che iniziano con "Io", non sempre mi riesce, quando cado nell'errore, una striscia di sangue mi attende al risveglio. Mi addormento con un libro, e non perdo un attimo, non perdo il vizio. Troppa gente che si assopisce con un litro di merda a soffocare la colpe.
Le mie? Ovviamente scritte nel libro, perchè rileggerlo se no?
Inoltre.
La carne? parliamone a pranzo, a letto.
Quaranta monopoli al giorno, e bussare alle porte non è la mia qualità migliore, così impacciato nel farlo. Approfondire l'attesa e odiare il tempo sprecato in sala, assieme ad eventuali pazienti.
E porto rancore, verso chi si è vendicato, inaspettamente, delle mie sconfitte, delle proprie vittorie.


Devo scrivere tutto questo sul mio prossimo C.V.?


Nella testa il finale qui sotto illustrato. Nella testa.

mercoledì 4 novembre 2009

Dall'Europa, senza fervore...

Potrebbero attaccarci un bel cartello con scritto:

"Non credo che tre giorni mi basteranno per tornare".



martedì 3 novembre 2009

Dreams not allowed.

Dopo.




Piegato in avanti, posizionato di schiena il paese si ostinava a dire di no, ma oramai non avvertiva più la differenza di spessore morale tra  un endoscopia esplorativa e un avambraccio nodoso. Spengo la lavatrice catodica. Mi scosto dai miei occhi chiusi e avverto il fegato che richiede il caffè, la nausea, fisica, che oramai mi stimola. 
Pompieri e protettori civili correvano, in bicicletta, a salvaguardare i beni artistici.
Quanto sopra arriva, assieme al mio risveglio.
Merci alla rinfusa.



Prima.



La mia spiaggia preferita rimane nella foto, quella presa l'anno dell'estate. L'estate segnata dalla licenza media. Tu, ora ricordo, compravi un vestito, sceglievi il colore assieme a tua madre. Cotone per un mese, quasi trasparente.
Nessuna drammaturgia o infezione ideale,  persino la solita angoscia era meno importante della bassa marea.
Potevo spingermi a chiedere informazioni sulla posizione costante dei miei ricordi. Osservare gambe abbronzate. Tavolini in vimini e dissetati turisti. I miei desideri d'allora, qui. 
E gli odori più densi, meno sanati dall'abitudine. 
La scoperta quasi come il cibo, inevitabile, desiderabile, puro sostentamento.
Cibarie per i sensi e per il mio sesso.
Voglie.
Vortici in cui ci si perde facilmente, senza dar retta.

Che sogno diabolico. Sognare pochi spiccioli.

lunedì 2 novembre 2009

ending



Non può funzionare, sempre meno poeti.
In agguato elegie friabili, pronte per cibare i piccioni e le blatte.
Non si può mica andare avanti così.
Tutti in punizione,
per un  bel po' si spera!